LA MISSIONE

 

Dal momento in cui ho avuto una seconda opportunità, ho deciso di trasformare la mia esperienza in una lezione di vita. Oggi giro l’Italia per parlare con i ragazzi e far comprendere loro i rischi legati all’assunzione di stupefacenti.

Ecco qual è la mia missione!

Se volete saperne di più, qui di seguito trovate i programmi dei miei incontri. Compilate il form in fondo alla pagina se volete essere ricontattati.

 

 

PROGRAMMA INCONTRI PREVENZIONE GIOVANILE CONTRO LE SOSTANZE STUPEFACENTI

 

I miei incontri durano circa un paio d’ore e si suddividono principalmente in due parti.

Nella prima, racconto di me, della mia esperienza e della decisione che presi quella “maledetta” sera. Parlo anche di tutte le conseguenze che quella scelta ha poi portato nella mia vita, riprendendo parte di ciò che c’è scritto nel mio libro e arricchendolo con tutte le esperienze fatte in questi anni di incontri con ragazzi problematici, con ex tossicodipendenti, con educatori del settore e con tossicologi.

La seconda parte dell’incontro è modulabile. Possiamo darle più direzioni, l’importante è che i protagonisti ne siano i ragazzi, che con uno scambio diretto, (tramite domande e risposte) rendano l’incontro il più informale possibile.

Ho riscontrato che quando l’adolescente è parte attiva del dibattito il messaggio viene interiorizzato al meglio.

Così facendo, infatti, i ragazzi potranno togliersi tutti i dubbi ed evitare che si vengano a creare “falsi miti”.

Questo tipo di approccio porta i ragazzi ad aprirsi e a confrontarsi con me.

Questa esperienza farà sì che elaborino tutte le informazioni ricevute, diventando consapevoli, ma soprattutto in grado di fare la scelta più corretta quando la droga gli si presenterà di fronte.

Il modo migliore per rendere più efficace questa seconda parte è quello di preparare i ragazzi all’incontro facendogli leggere il mio libro, magari in classe, così che il giorno dell’incontro arrivino incuriositi e con delle domande già in testa. Ancora meglio se queste domande fossero poi trascritte in forma anonima su bigliettini di carta, che poi leggerò per rompere l’imbarazzo iniziale dei ragazzi.

A volte, quando c’è n’è la possibilità, proietto le immagini di uno studio (eseguito da uno Sceriffo americano) che mostra lo sconvolgente cambiamento fisico a cui porta l’abuso di sostanze stupefacenti.

 

INCONTRI SERALI CON LA COMUNITÀ

È anche possibile organizzare incontri serali aperti alla comunità.

Negli anni, infatti, mi sono resa conto che anche i genitori hanno la necessità di venir informati quanto i ragazzi, se non di più. Gli adulti devono imparare a mettere da parte il pensiero che “il drogato sia sempre il figlio degli altri”. Ormai è una realtà che può coinvolgere chiunque. È quindi importante che questo non rimanga un argomento tabù.

L’informazione rimane sempre l’arma migliore!

Durante questo genere di incontro, affronto tematiche diverse, come: i comportamenti a rischio negli adolescenti, i fattori di protezione, le relazioni famigliari e, non meno importanti, le life skills, come svilupparle fin dall’infanzia e promuoverle nell’adolescenza.

Anche in questo ambiente è fondamentale che i genitori siano protagonisti attivi e, come tali, si mettano in discussione facendo domande e perché no, raccontando le proprie esperienze e le proprie paure.

 

Inoltre possiamo programmare incontri rivolti a: educatori, insegnanti e formatori del settore.

 

Durante queste serate verranno affrontate tematiche quali:

  • i comportamenti devianti in adolescenza;

  • le funzioni del comportamento deviante;

  • i fattori di protezione;

  • le variabili chiave in adolescenza ( il conflitto, la coesione e l’adattabilità, la comunicazione, il controllo e lo stile genitoriale );

  • le strutture di rete e il sostegno sociale;

  • il potenziamento delle risorse individuali e del contesto.

 

Dirò la mia su come accompagnare i giovani verso l’età adulta. Quando diventa per i genitori troppo difficile capire i propri ragazzi, perché l’adolescenza, rappresenta una fase in cui il desiderio di autonomia e libertà diventa particolarmente incalzante, è necessario che l’educatore o l’insegnante diventino una guida, un punto di riferimento fondamentale per il ragazzo.

 

Ci sarà dunque la necessità di parlare dell’importanza del dialogo, della fiducia, della coerenza, degli esempi quotidiani e della capacità di aiutare gli adolescenti a crescere, “crescendo insieme a loro”.

Parlerò dei comportamenti a rischio in adolescenza, fondamentali per la costruzione dell’identità stessa dei ragazzi, e spiegherò come: ricercando fattori di protezione, si possano mettere in atto comportamenti funzionalmente equivalenti che non siano però pericolosi e distruttivi per l’adolescente stesso.

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